Ricordi di un’esperienza emozionante, tutta a base di ricette tipiche siciliane!

Il mio amore per gli Stati Uniti è incondizionato e viscerale ormai da moltissimo tempo.
Non è la prima volta che mi reco in America infatti, già dieci anni fa, avevo visitato questi posti incantevoli e ne ero rimasta affascinata.
Ancor di più dopo le tre settimane che all’inizio di quest’anno ho trascorso tra New York e New Jersey, portando le mie cooking class siciliane in giro sul suolo americano.

Sin dagli inizi di Go Sicily, la passione per la cucina e la voglia di trasmettere le mie conoscenze mi hanno permesso di entrare in contatto con persone veramente straordinarie.
Queste ultime mi hanno invogliata a pianificare nuovi viaggi per raggiungerle e “portare il verbo” della cucina tradizionale siciliana anche negli Stati Uniti d’America!
Certamente non è stata una decisione presa a cuor leggero ma l’idea di iniziare una così interessante avventura mi ha spronata a provarci.

Quest’ultima trasferta americana è la terza che intraprendo e, l’affetto dimostratomi dalla gente che ho conosciuto, mi ha emozionata come se fosse la prima volta!

Ti sembra strano?
Anche a me, fortunatamente non mi ci abituo mai!
Credo che proprio questo aspetto faccia la differenza e mi permetta di vivere tale esperienza in modo sempre nuovo e inaspettato.

Pertanto ho sentito l’esigenza di rendere partecipi coloro che mi seguono da tempo e raccontare qui, a modo mio, questo viaggio così importante e significativo!

Da Favara all’America: ecco i preparativi del viaggio!

Da quando è iniziato il progetto Go Sicily, molti dei partecipanti alle mie cooking class in Italia manifestavano la voglia di ripetere l’esperienza anche nella cucina di casa propria, magari coinvolgendo familiari e amici.
La maggior parte dei miei “studenti”, soprattutto americani, mi hanno invitata a raggiungerli nelle loro abitazioni e portare con me un pò di ricette siciliane così da farle conoscere anche ai loro affetti o agli appassionati che amano la nostra cultura enogastronomica.

Quindi, già da qualche tempo, ho deciso di partire per dei brevi viaggi negli Stati Uniti.
In questo modo ho la possibilità di riabbracciare chi ho incontrato a Favara e proporre delle coinvolgenti lezioni di cucina a coloro i quali ancora non mi conoscono!

Anche quest’anno mi sono organizzata molto velocemente e in meno di un mese, grazie alla collaborazione di amici e tour operator americani, ho pianificato un programma che mi ha coinvolta per tre intense ed emozionanti settimane!
Oltretutto l’aspetto che ho preferito curare con molta attenzione è stato quello di promuovere a 360° la mia terra: facendo conoscere oltreoceano alcune delle eccellenze tipiche come olio, erbette aromatiche, creazioni all’uncinetto e tanto altro ancora.

La partenza: come la buona cucina fa nascere nuove amicizie

Il mio viaggio è iniziato il 29 gennaio nel migliore dei modi!
Mi sono presentata in aeroporto con tre enormi valigie ricche di prelibatezze siciliane che non sono state particolarmente facili da imbarcare (ognuna pesava più del consentito).

Nonostante ciò sono partita con una infinita voglia di far conoscere la mia splendida terra e, se devo essere sincera, anche fiera e orgogliosa.
Per un attimo mi sono sentita come se fossi l’ambasciatrice della cultura: stavo promuovendo la Sicilia attraverso le mie esperienze e soprattutto con dei bagagli pieni di ingredienti d’eccellenza!

Appena ho messo piede sul suolo newyorkese, i brividi non sono mancati!
Sia per il freddo gelido che mi ha accolta – la neve è stata una splendida cornice durante tutto il viaggio – sia per l’emozione che mi ha travolta come se fosse la prima volta!
Mi sono sentita come a casa perché, perlopiù, mi hanno ospitata degli ex studenti delle mie cooking class siciliane che ormai considero come membri effettivi della mia famiglia.

Riguardo al tour vi posso rivelare che è stato organizzato dopo aver raccolto tutte le richieste di coloro i quali desideravano ospitare le lezioni e di chi ne voleva far parte.
In base a ciò ho raggruppato le varie tappe su tre aree ben precise, così da venire incontro a più persone e alle loro esigenze logistiche.

Dove abbiamo messo le mani in pasta

Ho preferito pianificare minuziosamente ogni aspetto delle lezioni di cucina siciliana che avrei svolto negli States, in modo tale che i partecipanti fossero a conoscenza di tutto in anticipo e si potessero organizzare di conseguenza.
Anche i differenti menù li ho programmati mentre mi trovavo in Sicilia.
Inaspettatamente, molti dei miei contatti hanno chiesto prima del mio arrivo le ricette così da essere prontissimi per la lezione!

Visto che il viaggio sarebbe durato tre settimane (dal 29 gennaio al 21 febbraio) ho deciso di suddividerlo in tre tappe: la prima a New York, la seconda e la terza in New Jersey rispettivamente nord e sud.
In questo modo ho avuto l’opportunità di mettere le mani in pasta nelle tipiche cucine americane ma anche in location molto particolari: ristoranti, associazione e scuole di cucina.
In fin dei conti non mi sono fatta mancare nulla!

Oltre a ciò, mi ha colpita sensibilmente l’accoglienza e il rapporto che si è venuto a creare con tutti i partecipanti che, per ogni lezione, sono stati circa una quindicina.
Di fatto, alla fine del mio interessante percorso, ho conosciuto quasi un centinaio di splendide ed emozionanti persone che mi hanno lasciato un ricordo indissolubile!

I miei nuovi amici negli States

Oltre ai miei ex studenti (precedentemente incontrati a Favara) ho trasmesso i miei segreti culinari ai loro familiari, amici e colleghi che si sono mostrati molto curiosi e particolarmente coinvolti!
Per di più, chi ha messo a disposizione la propria abitazione ha creato un’atmosfera familiare e informale che mi ha fatto sentire proprio come a casa.

In aggiunta, con la collaborazione dei disponibilissimi tour operator, ho avuto un aiuto significativo per tutti gli aspetti pratici del mio viaggio.
Grazie a una perfetta organizzazione, mi sono destreggiata agevolmente tra i fornelli delle cucine casalinghe e quelli un pizzico più professionali, passando per uno show cooking al ristorante Cacio e Vino e un importante evento all’American Wine Society.

Queste esperienze mi hanno segnata in modo sempre differente e inaspettato.
Ciò che più mi ha commossa è stato che, dopo ogni incontro, tutti hanno espresso il desiderio crescente di visitare la mia Sicilia!
Anche perché molti di loro sono dei veri appassionati della cultura enogastronomica siciliana o hanno addirittura origini sicule!
Non a caso mi è capitato, durante le cooking class, di sentire curiose mutazioni di vocaboli siculo-americani ma anche bizzarre definizioni di piatti tipici!

Altre importanti soddisfazioni me le hanno donate i dolcissimi baby chef che ho incontrato e che si sono dimostrati tra i più attenti e professionali!
Di fatto le presenze sono state molto variegate: sia donne che uomini, giovani e meno giovani e non sono mancati anche i giovanissimi.

La maggior parte dei partecipanti cercava di migliorare le proprie conoscenze in cucina, tuttavia alcuni partivano proprio da zero.
Nonostante ciò, a ciascuno di loro è piaciuto ogni singolo piatto e mi hanno chiesto entusiasti le ricette per iscritto!

Finalmente si cucina: i piatti tipici siciliani che abbiamo preparato!

Per le preparazioni mi sono concentrata sugli ingredienti di stagione e, perché no, anche a km 0.
Ho cercato di valorizzare le materie prime che avevo a disposizione per riproporre, al meglio delle possibilità, le pietanze tipiche della tradizione siciliana!

Ad ogni incontro ho cercato sempre di variare il menù e mi sono sbizzarrita per offrire creazioni variegate e gustose:

  • cavatelli con i broccoli (piatto principe e il più divertente da preparare)
  • freddi cu l’ova
  • arancine
  • calamari ripieni
  • ricottamisù (preparata rigorosamente “a occhio”)
  • falsomagro
  • polpettone
  • sfince
  • cannoli
  • pesto
  • pomodori secchi
  • insalata di arance

Queste ultime due squisitezze (tra tutti i piatti) sono state le più apprezzate, in particolare per l’inusuale mix di gusto e abbinamento dell’insalata.
Fortunatamente, attraverso il contributo delle eccellenze siciliane che ho portato con me e grazie anche ad alcuni prodotti italiani che ho reperito in varie botteghe americane specializzate, sono riuscita a ottenere notevoli e memorabili risultati!

Anche se molti dei partecipanti avevano le idee un pochino confuse sul cibo italiano
Alcuni mi hanno stupita con simpatiche domande come:

“La pasta si mangia accompagnata dalla caponata?”

“I cavatelli dopo averli impastati si cuociono in forno?”

È stato bello spiegare – in modo ironico – le basi della cucina siciliana e rispondere a queste e altre curiosità!

Ormai, chi ha avuto modo di conoscermi sa che in tutto ciò che faccio cerco di trasmettere la passione per la mia terra, in quanto la considero la regina incontrastata dell’accoglienza e del buon cibo.
Per questo motivo, attraverso l’esperienza americana, sono riuscita a invogliare molti dei miei studenti a fare un viaggio in Sicilia e visitare tutte le sue bellezze.

Che dire, sono particolarmente fiera dei risultati ottenuti dalla mia importante missione!

Ricordi e considerazioni sulla mia esperienza americana

In tutte le mie emozionati tappe ho avuto modo di fare numerose riflessioni riguardo alcune tendenze e gusti d’oltreoceano.

  1. I partecipanti hanno amato alla follia la frutta secca e hanno apprezzato sensibilmente anche gli altri prodotti che avevo portato con me (pomodori secchi, erbe aromatiche fresche, olio evo).
  2. Negli USA c’è un ritorno alle origini: sono sempre più diffuse le piccole botteghe e gastronomie che offrono numerose eccellenze italiane.
  3. Gli americani (di tutte le età) adorano cucinare come si faceva una volta: mani in pasta e preparazioni semplici ma ricche di gusto.
  4. Tutti gli studenti sono affascinati dalla storia e tradizione siciliana quindi, quando racconto la preparazione dei piatti, ascoltano attentamente anche i miti e le leggende legati ad essi.

In più è molto divertente, ogni qualvolta mi metto a parlare in dialetto, confrontarmi con le loro sfumature linguistiche che io stessa non conoscevo minimamente.
Insomma, un vero spasso!
Le mie lezioni si trasformano in veri e propri show dove tutti sono protagonisti.

Alle fine il mio intrattenimento consiste nel fare ciò che si ama: preparare con le proprie mani piatti semplici, in compagnia di splendide persone!

Grazie a tutti voi!

Mi piacerebbe ringraziare tutti ma proprio tutti gli splendidi amici che ho incontrato durante questo meraviglioso viaggio, mi hanno lasciato emozioni indimenticabili!

Grazie a loro ho potuto far conoscere la mia passione e la terra che amo!
Ognuno, a modo proprio, ha contribuito alla mia mission ed è stato un vero orgoglio anche per me promuovere e supportare tante piccole realtà locali!

L’aspetto negativo di tutta l’esperienza, purtroppo, è stato il rientro: non avrei voluto lasciare così tanti amici e gli Stati Uniti che mi hanno accolta con tanto affetto e che, da sempre, mi affascinano!

Posso anticipare, però, che già mi sto organizzando per il prossimo viaggio!
Ci saranno tante novità e mi diletterò a cucinare in location inaspettate.
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